Inclusione
“Non c’è peggiore ingiustizia del dare cose uguali a persone che uguali non sono” — Don Milani
La nostra scuola pone una particolare attenzione all’inclusione, vista come processo finalizzato a realizzare il diritto allo studio di tutti gli alunni: stranieri, con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento, con difficoltà di sviluppo e di socializzazione, con situazioni di disagio. Pertanto cerca di rispondere ai bisogni degli alunni riprogettando l’organizzazione e l’offerta curriculare in funzione di ciascuno. Al fine di garantire il diritto allo studio, attiva dei facilitatori e cerca di rimuovere le barriere che potrebbero essere di ostacolo all’apprendimento e alla partecipazione piena di tutti gli alunni, al di là delle varie etichette diagnostiche.
Una scuola inclusiva necessita di percorsi personalizzati e flessibili, ecco perché vengono redatti dei Piani Individualizzati a seconda dei bisogni specifici di ciascuno. Nel nostro Istituto sono presenti alunni BES per i quali è prevista una personalizzazione della didattica a seconda della tipologia del bisogno: per gli alunni BES certificati viene redatto un PEI, ossia un progetto di programmazione didattica che, a seconda del caso, può mantenere una sostanziale uniformità oppure differenziarsi completamente da quella seguita dalla classe; per gli alunni DSA, invece, come da normativa (Legge 170/2010), il Consiglio di Classe elabora, su richiesta e con la collaborazione della famiglia, un PDP (Piano Didattico Personalizzato) in cui sono indicati, oltre agli strumenti compensativi e alle misure dispensative, le strategie metodologico-didattiche e le modalità di valutazione da utilizzare per prevenire il disagio scolastico e quindi l’insuccesso formativo degli stessi. La scuola, inoltre, consapevole che ogni alunno, in continuità o limitatamente ad alcuni periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali per motivi fisici, biologici, fisiologici, psico-sociali e linguistici, si attiverà affinché sia garantito agli alunni con BES un percorso individualizzato, non escludendo, anche in questo caso, la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Tali percorsi didattici, tenendo conto delle potenzialità e delle difficoltà degli alunni, saranno molto flessibili, soggetti a modifica in itinere, in relazione a quanto potrà eventualmente ostacolare o agevolare il processo e il ritmo di apprendimento degli alunni stessi.
Per la realizzazione dei Progetti di Inclusione, ragazzi ed insegnanti potranno usufruire di postazioni informatiche e software specifici, libri e sussidi multimediali, materiali per attività didattiche differenziate e giochi di vario genere. Gli studenti potranno inoltre avvalersi degli spazi e delle strutture dell’Istituto: aule dotate di lavagne multimediali, laboratorio di informatica e spazi esterni alla scuola.
Processo di definizione del PEI
La definizione del PEI fa seguito alla Diagnosi Funzionale e al Profilo Dinamico Funzionale, strumenti contenuti nella Legge 104/92 e nel D.P.R. del febbraio 1994, per l’integrazione scolastica degli alunni con certificazione di handicap.
Nel PEI vengono descritti gli interventi integrati ed equilibrati tra loro ai fini della realizzazione del diritto all’educazione e all’istruzione. Il PEI individua gli obiettivi di sviluppo, le attività, le metodologie, le facilitazioni, le risorse umane e materiali coinvolte, i tempi e gli strumenti per la verifica; tiene presente i progetti didattico-educativi, riabilitativi e di socializzazione individualizzati, nonché le forme di integrazione tra attività scolastiche ed extrascolastiche.
La programmazione scolastica viene definita sulla base della centralità dell’alunno e del suo progetto di vita:
- per obiettivi minimi — conformi, in tutte le discipline, ai programmi ministeriali, o comunque ad essi globalmente corrispondenti, indicati nel PEI ai sensi dell’art. 15 comma 3 dell’O.M. n. 90 del 21/5/2001;
- per obiettivi differenziati — differenti, in una o più discipline, da quelli previsti per il conseguimento del titolo di studio, ai sensi dell’art. 15 comma 4 dell’O.M. n. 90 del 21/5/2001.
Per gli alunni con DSA (Legge 170/2010) e per gli alunni BES (Dir. Min. 27/12/2012; C.M. n. 8 del 6/03/2013) viene redatto un Piano Didattico Personalizzato.
Il PDP rappresenta un progetto, un piano di lavoro, un patto di corresponsabilità e collaborazione tra scuola, studente e famiglia per il successo scolastico. Esso stabilisce una condivisione di obiettivi a cui ciascuno contribuisce secondo il proprio ruolo specifico.
Il PDP contiene: i dati del ragazzo, la sintesi della documentazione, le osservazioni dei docenti e della famiglia, l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative indicati dagli insegnanti e di quelli effettivamente utilizzati dall’alunno — sia in classe sia per lo studio individuale — le modalità di verifica e valutazione e la programmazione delle singole discipline.
Soggetti coinvolti nella definizione dei PEI
Il Piano Educativo Individualizzato è predisposto congiuntamente dal gruppo docente della classe dell’alunno e dall’insegnante specializzato, con la collaborazione degli operatori socio-sanitari e delle famiglie.
Ruolo delle famiglie
Le famiglie, in quanto fonte di informazione preziosa, nonché luogo in cui avviene la continuità tra educazione formale ed informale, costituiscono un punto di riferimento essenziale. Esse vengono coinvolte ed hanno un ruolo attivo: partecipano all’elaborazione dei documenti previsti (Profilo Dinamico Funzionale, PEI e PDP) e sono indispensabili alla gestione dei percorsi personalizzati. Inoltre collaborano alla progettazione del percorso scolastico dei figli, in particolare nella gestione dei comportamenti e nella responsabilizzazione degli alunni rispetto agli impegni assunti.
Per l’alunno con DSA, i percorsi previsti nel PDP, prima di essere approvati, devono essere sempre condivisi con la famiglia e con l’alunno stesso, con un patto di corresponsabilità, in modo che lo stesso sia consapevole del percorso personalizzato che favorirà il suo successo formativo.
Criteri e modalità di valutazione
Valutazione degli alunni BES (Legge 104/92)
Gli alunni diversamente abili (a norma dell’Ordinanza Ministeriale n. 90 del 21 maggio, che sostituisce le precedenti regolamentazioni) possono essere valutati ai sensi dell’art. 15 comma 3 — preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali — o ai sensi dell’art. 15 comma 4 — PEI diversificato in vista di obiettivi didattici e formativi non riconducibili ai programmi ministeriali.
Per gli alunni che seguono una programmazione conforme ai programmi ministeriali, la valutazione avverrà come previsto nella programmazione della classe; vi sarà comunque una personalizzazione delle modalità di verifica, a seconda delle diverse difficoltà e possibilità dell’allievo. Per questi alunni l’esame finale (Esame di Stato) verrà affrontato con modalità conformi alla programmazione della classe, al fine di conseguire il Diploma.
Per gli alunni che seguono una Programmazione Differenziata rispetto ai programmi ministeriali, la valutazione sarà strettamente correlata al percorso individuale e non farà riferimento a standard qualitativi e/o quantitativi. Nel valutare l’esito scolastico, i docenti faranno riferimento al grado di maturazione e di autonomia raggiunto globalmente dall’alunno e al conseguimento degli obiettivi didattici ed educativi individuati nel PEI (concordati tra docenti, operatori A.S.L. e famiglia). Al termine della frequenza dell’ultimo anno di corso sosterranno l’esame di Stato sulla base di prove differenziate, coerenti con il percorso svolto e finalizzate solo al rilascio dell’attestazione (O.M. n. 29/2001, previsto dall’art. 17 comma 4).
Al fine di monitorare il successo formativo, si effettueranno verifiche quotidiane, mediante l’osservazione dei processi di apprendimento e dei progressi personali di ciascun alunno. Le verifiche, sia scritte sia orali, saranno differenziate, ridotte e/o semplificate, sulla base di quanto previsto nel piano individualizzato. La valutazione verrà effettuata sulla base delle verifiche scritte ed orali svolte in classe. In grande rilievo verranno tenuti anche l’impegno, la partecipazione e l’interesse dimostrati dall’allievo nell’affrontare gli argomenti e le attività proposte, sia a scuola sia nel lavoro a casa.
Valutazione degli alunni con DSA
La valutazione degli alunni con DSA è effettuata sulla base del PDP, in relazione sia alle misure dispensative sia agli strumenti compensativi adottati. La strutturazione delle verifiche dovrà consentire allo studente di mostrare il grado di prestazione migliore possibile. I team docenti delle classi frequentate da alunni con DSA dovranno:
- adattare quantitativamente le verifiche (ad esempio con meno esercizi) senza modificare gli obiettivi;
- usare i mediatori didattici durante le prove orali e scritte (tavola pitagorica, formulari, mappe…);
- anticipare all’alunno cosa dovrà sapere durante l’interrogazione o la prova scritta;
- utilizzare strumenti informatici durante le prove (PC con correttore ortografico, dizionario digitale, sintesi vocale…);
- evitare la sovrapposizione di interrogazioni e verifiche (una sola interrogazione o verifica al giorno);
- concordare interrogazioni orali e prove scritte programmate, evitando di spostare le date;
- leggere ad alta voce la consegna e/o l’intera prova (da parte del docente);
- potenziare l’utilizzo di verifiche scritte di tipo strutturato (domande a scelta multipla, vero/falso…);
- valutare nelle prove scritte il contenuto e non la forma (errori ortografici e morfosintattici; errori di calcolo e di copiatura in matematica);
- stimolare e supportare l’allievo, nelle verifiche orali, aiutandolo ad argomentare e a recuperare il lessico specifico della disciplina;
- privilegiare la forma orale e compensare con prove orali i compiti scritti non ritenuti adeguati;
- dare tempi più lunghi per l’esecuzione delle prove scritte (garantendo le condizioni di concentrazione);
- privilegiare l’uso corretto delle regole grammaticali rispetto alla loro memorizzazione.
Per le lingue straniere si privilegerà la forma orale e, nello scritto, si utilizzeranno prove strutturate (risposta multipla, vero/falso, abbinamenti…); si adatteranno le “prove di ascolto” (per esempio anticipando le richieste prima dell’ascolto o fornendo griglie di comprensione in italiano) e si privilegerà il contenuto rispetto alla forma (ortografia, pronuncia…).
Valutazione degli alunni con altri BES
(Area dello svantaggio socio-economico, linguistico e culturale.)
Per la valutazione il team docenti farà riferimento ai progressi evidenziati — considerati i livelli di partenza, sia in relazione all’apprendimento sia alla maturazione personale — e all’impegno profuso, pur in presenza di un livello di competenza ancora incerto. È inoltre importante che il team docenti, relativamente ai percorsi personalizzati per gli alunni in situazione di svantaggio e considerata la caratteristica di temporaneità di tali percorsi:
- individui modalità di verifica dei risultati raggiunti che prevedano prove assimilabili a quelle del percorso comune;
- stabilisca livelli essenziali di competenze disciplinari che consentano di valutare la contiguità con il percorso comune;
- sulla base dei livelli essenziali di competenze disciplinari, definisca i contenuti della valutazione, curando principalmente il processo di apprendimento piuttosto che il prodotto elaborato.
Un’adeguata comunicazione con la famiglia, ove possibile, può favorire la comprensione dei criteri e la gestione delle aspettative in relazione agli esiti dei percorsi.